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Erano le 12,37 di sabato 10 luglio 1976. Rammenta di quei primi giorni un  abitante di Seveso, Aldo C.:  “Non ho più visto rondini e quando non si vedono più rondini è brutta, perché è veramente successo qualcosa e quando è venuta fuori la diossina di rondini non se ne sono viste più, sparite tutte.”  Dopo 16 giorni nasceva la “Zona A”.

“E’ brutto lasciare tutto – dichiarò un residente della zona “A” al “Corriere della Sera” il 26 luglio 1976 – qui noi ci siamo costruiti le case lavorando alla domenica e i giorni di festa. Questo villaggio è venuto su con le nostre famiglie e non sappiamo se e quando potremo tornarci. E’ brutto, è doloroso ma in fondo è meglio che si siano decisi piuttosto che lasciarci esposti ad un pericolo che nessuno conosce.” Luisa P., che con i suoi genitori gestiva un bar, parlando di quegli anni afferma:  “Al di là del reticolato vedevamo questa gente vestita di bianco con le maschere, gli stivaloni che portava via le cose, la terra, la polvere. Questi camion che passavano. Di qui c’era la vita normale. Normale relativamente […] C’erano quelli in tuta che erano dall’altra parte e di qui non arrivava più nessuno, per cui il bar era vuoto. Abbiamo subito questa situazione per un po’ di tempo, fino a quando quelli che erano in tuta di là venivano di qua a prendere il caffè, sporchi di fango. Entravano al bar, nessuna preoccupazione, nessuna precauzione soprattutto nel toccare le cose.”  Il 17 luglio 1976, sette giorni dopo l’incidente, il “Corriere della Sera” e il “Giorno” pubblicarono la prima notizia della nube tossica fuoriuscita dall’Icmesa di Meda e il nome “Seveso” iniziò a diventare famoso prima in Italia poi nel mondo perché per la prima volta si era venuto a sapere che un incidente industriale aveva coinvolto un’area abitata con la fuoriuscita di un veleno dal nome “terribile”: diossina.  Seveso ebbe il 54% del proprio territorio contaminato, Cesano Maderno il 52%, Meda il 20% e Desio il 18%.

La Storia dell’Icmesa è narrata anche in un radiodocumentario di Marzia Ciamponi ed Elisabetta Ranieri andato in onda sulla Radio Svizzera di lingua italiana. “Dreckfabrik”. Fabbrica sporca, appunto. http://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/laser/Dreckfabrik-7698716.html

 

 

 

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Bosco Delle Querce

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1 dicembre - 28 febbraio
Il parco è aperto dall’ingresso di via Ada Negri tutte le mattine (7.00-12.30) ed il giovedì pomeriggio (15.30-19.30). Nei fine settimana e durante le festività l'accesso sarà possibile anche dall'ingresso di viale Redipuglia (7.00-17.00) e da quello di via Senofonte (9.00-17.00).

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