Dal punto di vista della geomorfologia, il Bosco delle Querce è collocato nell´alta pianura diluviale, a circa 210 metri sul livello del mare, presso il margine tra l´area collinosa degli archi morenici a nord e le spianate terrazzate dei depositi fluvio-glaciali, dovuti allo smaltimento erosivi degli accumuli morenici a sud. Il sottosuolo dei depositi fluvio-glaciali è permeabile, con una composizione prevalentemente ghiaino-sabbiosa. A 30-50 metri di profondità c´è uno strato di argilla, su cui scorre la falda freatica, la cui superficie si trova a circa 30-35 metri. Se consideriamo l´idrografia superficiale, la zona a Ovest del Bosco delle Querce è molto più ricca di corsi d´acqua: numerosi torrentelli scendono dall´Altopiano delle Groane per entrare nel torrente Seveso. Il corso d´acqua Certosa o Terrò lambisce per un lungo tratto il perimetro del Bosco delle Querce, dopo aver drenato un ampio territorio a monte fino al lago di Montorfano, per entrare poco più a valle del Bosco nel torrente Seveso. Il clima del Bosco delle Querce può essere considerato di tipo moderato-continentale, con inverni rigidi ed estati calde, con escursioni termiche che raramente superano i 20°C, umidità elevata, nebbie autunnali e invernali, piovosità concentrata in primavera e autunno, ventosità limitata. Le precipitazioni medie annuali sono di circa 1300 mm di pioggia. La vegetazione naturale un tempo presente nella zona può essere individuata nell´ambito delle latifoglie mesofite e in particolare del Querco-Betuletum insubricum, Querco-Carpinetum, Querce-Ostrietum (Helleboro-Ornetum), con buona variabilità a seconda della composizione del terreno, più o meno profondamente alterato. Le specie arboree e arbustive presenti nei boschi residui vicini sono costituite da Farnia o Rovere, Pino silvestre, Betulla, Carpino bianco, Ontano nero, Salice, Corniolo, Rovo, Biancospino, Nocciolo, Sambuco…Da ricordare tra la flora erbacea l´Erica e la Molina.
La zonizzazione del parco
Nel 1992, dato che il parco aveva assunto ormai una forma più precisa, grazie a una evoluzione positiva dell´ecosistema e che sarebbe stato aperto al pubblico, l´Azienda regionale delle Foreste individuò una vera e propria zonizzazione del parco, sulla base di destinazioni funzionali specifiche. Venne suddiviso in 5 tipologie di aree definite da uno studio vocazionale, ripartite in aree paesaggistiche (5 ettari), aree naturalistiche (16,5 ettari), aree ricreative intensive (7,2 ettari, aree ricreative estensive (8 ettari) e aree di rispetto (6 ettari), per un totale di 42,7 ettari. Le aree paesaggistiche, fasce strette e lunghe attorno al parco, hanno una funzione di barriera verde, per schermare il parco nei confronti degli effetti nocivi provenienti dell´esterno, in termini sia di visuale (schermo ottico) che di immissioni (schermo fonoassorbente). Le aree naturalistiche hanno la funzione di assicurare un buon inserimento della micro e macrofauna tipica dei boschi. Per questo motivo è stata individuata una superficie più compatta ed estesa, circa un terzo della superficie totale), nel settore più appartato del parco, confinante con la superstrada. L´accesso alle aree naturalistiche, interamente recintate, è consentito soltanto con visite guidate e lungo determinati sentieri con finalità didattiche. Le aree ricreative intensive comprendono tre superfici separate, nei punti periferici di particolare interesse per l´accesso al pubblico: a nord lungo il torrente Certesa, al centro, attorno allo chalet di servizio di via Ada Negri, a sud in corrispondenza di accesso secondario in prossimità della piscina comunale di Seveso. Le aree ricreative estensive sono destinate ad ospitare il pubblico per attività prevalentemente escursionistiche e senza attrezzature. Si tratta di due superfici naturaliformi di transizione, dislocate tra l´area naturalistica recintata e le aree ricreative intensive e di rispetto. Le aree di rispetto comprendono gli impianti tecnologici, ossia le due colline che ospitano le vasche con i residui della bonifica, delimitate da una spessa barriera arbustiva e un´area compresa tra la superstrada, lo svincolo e l´area di fruizione intensiva di Meda.
(Tratto da Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda, a cura di Mario di Fidio, Regione Lombardia e Ente Regionale per i Servizi all´Agricoltura e alle Foreste, 2000)